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Anno 11 - Numero 1 - 2011
IL MEDICO SPORTIVO
Periodico di aggiornamento scientifico e
professionale


Tendinopatie correlate alla pratica dello sci:
terapia strumentale e prevenzione.
Tendinopatia, Tecar, Celadrin, Onde d’urto

Massimo Biondi, Margherita Crispino
1 Responsabile Ambulatori di Ortopedia, Distretti Sanitari 39-40 ASL NA 2 NORD (via G. Santacroce n°49 Napoli 80129 tel 330796438
2 Specialista Ambulatoriale in Igiene e Medicina Preventiva,
Dipartimento di Prevenzione ASL NA 2 NORD

Nell’ambito della terapia dei traumi dello sport, in particolare nello sci, abbiamo valutato l’efficacia del trattamento strumentale con tecar e celadrin pomata e/o onde d’urto, nei danni (tendinopatie) subiti da 60 atleti giunti alla nostra osservazione da varie società sportive della Campania. Inoltre lo studio ha previsto una precisa valutazione della fase algica e del danno acuto e cronico secondo la scala visiva analogica(VAS).
Si sono selezionati i pazienti da sottoporre a tecar e/o onde d’urto in base al danno residuo e alla capacità di recupero funzionale, a tal fine è stata considerata l’eziopatogenesi del danno.
Nella fase acuta molto efficace si è dimostrata la terapia strumentale con riduzione del dolore e recupero funzionale. Importante, per quanto riguarda la prevenzione delle tendinopatie, si è rivelato un corretto approccio alla disciplina sportiva, dalla cura dell’abbigliamento all’adeguata preparazione fisica a secco.

Obiettivi
L’obiettivo dello studio è stato di valutare l’efficacia della terapia strumentale dei traumi dello sport e di implementare le pratiche di prevenzione degli stessi. In particolar modo l’uso della tecar terapia con l’aggiunta di un trattamento suppletivo di un nuovo farmaco celadrin pomata, specificamente studiato per le infiammazioni tendinee in quanto riduce il processo infiammatorio come riconosciuto dalla bibliografia internazionale.
Soprattutto nei danni determinati dall’attività fisica prolungata di tipo semi agonistico - agonistico. Inoltre si è studiata l’associazione della terapia con tecar e/o onde d’urto.

Introduzione
La patologia da sovraccarico muscolo-tendinea è di frequente osservazione e in forte aumento parimenti alla pratica sportiva su neve. è di recente applicazione nelle tendinopatie la terapia strumentale, (tecar con Celadrin® crema) come trattamento innovativo nella riabilitazione e recupero dell’atleta. La tecarterapia è un sistema a trasferimento energetico capacitivo e/o resistivo, che funziona nell’ambito delle radiofrequenze a onde lunghe. Celadrin® è una crema ad uso topico costituita da una miscela concentrata in esteri degli acidi grassi cetilati, fra cui l’acido miristoleico. Grazie alla sua natura lipofila Celadrin® è in grado di superare lo strato cutaneo ed esplicare la sua azione sulle sedi di applicazione. Diversi studi clinici hanno rivelato come l’utilizzo di Celadrin® migliori significativamente la sintomatologia e la mobilità in pazienti che abbiano funzionalità motorie compromesse (ad es. su soggetti affetti da osteoartrosi). La terapia con tecar e Celadrin® crema si è dimostrata utile, come riportato in diversi studi, nelle patologie da sport dell’apparato locomotore. Le onde d’urto in associazione alla tecar terapia sono state prescritte a scopo sinergico per potenziare un’azione riabilitativa riducendo i tempi di recupero dell’atleta. L’onda d’urto è un’onda acustica ad alta energia che può essere indotta da un generatore di tipo elettroidraulico, elettromagnetico o piezoelettrico, capace di avere un effetto antiflogistico.

Materiale
Il lavoro è stato sviluppato nelle stagioni invernali dal 2006 al 2009. Raccoglie casi provenienti dal bacino ad alta frequentazione dell’Aremogna e di Monte Pratello in provincia dell’Aquila.
Gli atleti coinvolti nello studio sono 60, le patologie più spesso riscontrate, su cui è stata valutata la terapia strumentale, sono state: le tendinopatia inserzionale del gomito, le tendinopatie dell’achilleo, le tendinopatie della cuffia dei rotatori.
Per la descrizione delle varie patologie, ci siamo avvalsi della nostra esperienza clinica ambulatoriale. Per un approccio complessivo dei danni subiti durante l’attività sportiva agonistica fondamentale è quanto rilevato dai medici sportivi che seguono le società sciistiche e i preparatori di quest’ultime. Per la valutazione algica si è considerata la VAS. Per la prevenzione delle tendinopatie è stato effettuato un sondaggio sull’equipaggiamento scistico degli atleti in relazione alle caratteristiche antropomorfiche degli stessi e sulle tecniche/pratiche di riscaldamento.

Risultati
In tutte le tendinopatie la tecnica strumentale primaria ha previsto l’uso della tecar terapia che si è dimostrata sempre molto efficace, sia sull’azione algica sia sulla prevenzione delle aderenze post traumatiche.
Nel 20% dei casi utile è stata l’associazione di tecar e onde d’urto specialmente in presenza di tendinopatie calcifiche.
La sintomatologia delle tendinopatie, si evidenzia con dolore vivo localizzato al versante laterale o mediale del gomito, si manifesta a volte in maniera progressiva, a volte in maniera acuta, sempre dopo sforzo. Classico di tale patologia è l’accentuarsi della sintomatologia alla digito-pressione diretta sull’apofisi. Si è registrato in tutte le tendinopatie esaminate una regressione significativa del dolore ed un miglioramento della funzionalità articolare.
La terapia delle Tendinopatie del gomito (25 casi), caratterizzate da tenosinovite inserzionale (epicondiliti e epitrocleiti) ha previsto la somministrazione FANS e ghiaccio, riabilitazione dolce attiva e passiva dell’articolazione onde evitare fenomeni aderenziali, essenziale nella fase acuta si è dimostrato l’uso della tecar con Celadrin® crema per ridurre l’edema e il dolore nonché per il recupero funzionale precoce. Per quanto riguarda la prevenzione delle tendinopatie del gomito e della spalla tutti gli atleti sono stati invitati a sperimentare varie efficaci lunghezze dei bastoncini e impugnature.
Nel 35% per cento dei casi esaminati si è registrata quasi una immediata scomparsa della sintomatologia, nella restate percentuale si è continuato il trattamento strumentale, medico e l’uso del tutore. Solo in un caso si è ricorso all’intervento chirurgico di Holmann (si disinseriscono i muscoli epicondiloidei o epitrocleari a 1cm dalla loro inserzione all’apofisi senza aprire l’articolazione sottostante). Il risultato è stato positivo, l’atleta ha potuto riprendere l’attività agonistica.

Nei casi di Tendinopatie Achilleo (40 casi), la più importante e frequente patologia da sport invernali con una incidenza pressoché uguale sia nello sci da discesa sia in quello da fondo, ma con caratteristiche e modalità diverse, la terapia con tecar e celadrin pomata ha determinato un miglioramento della funzionalità tibiotarsica già dopo le prime quattro applicazione con riduzione del dolore e dell’edema perimalleolare. Nello sci di discesa (Slalom speciale e slalom gigante-discesa libera) si utilizzano scarponi alti e rigidi che bloccano la tibio-tarsica in buon talismo, sollecitando in tensione prolungata il tendine di Achille, tale situazione viene esasperata dalla contrazione tonica del tricipite della sura in antagonismo al quadricipite come è verificabile nelle posizioni ad uovo. Il tendine di Achille allo stiramento subisce la compressione del contrafforte posteriore dello scarpone. La tendinopatia nello sci da discesa è di tipo inserzionale, si associa a flogosi delle borse paratendinee ed edema. Nello sci di fondo la calzatura bassa consente le più ampie sollecitazioni in flesso-estensione della tibio-tarsica. In questa disciplina si verifica la classica tendinite la cui patogenesi è da sovraccarico funzionale, lo squilibrio tra la potenza muscolare e la resistenza meccanica del tendine.
Nello sciatore la patologia si manifesta con achillodinia di intensità variabile che soprattutto alla ripresa agonistica e dopo prestazioni intense e prolungate, il dolore si attenua con il riscaldamento anche se persiste a volte anche a riposo. Clinicamente al dolore evocato alla digito-pressione sulla porzione intermedia e distale, si evidenzia flogosi delle borse paratendinee.
La tendinopatia achillea è causa predisponente alla rottura sottocutanea del tendine stesso ed è frequente nello sci.
Agli atleti giunti alla nostra osservazione, abbiamo prescritto rialzo nella calzatura di circa 1 cm allo scopo di detendere il tendine Achilleo, lo stesso rialzo andava posto anche nello scarpone da discesa e nella calzatura per lo sci di fondo, sono stati associati una miscela ad uso topico a base di acidi grassi cetilati (Celadrin® crema) e Fans per via generale, inoltre sedute di tecar terapia con Celadrin® e di onde d’urto giornaliere. Nel 20% dei casi è stata sperimentata l’associazione tecar terapia con Celadrin® e onde d’urto, nella rimanente percentuale solo la tecar con Celadrin®.

Le Tendinopatie del tarso (15 casi) si presentano nelle patologie da sport invernali meno frequentemente, esse si verificano all’inserzione del peroneo breve alla base del V° metatarso e del tibiale posteriore a livello dello scafoide tarsale e I° cuneiforme. Tale patologia è tipica dei discesisti per la sollecitazione in pronazione che il retropiede subisce al momento della virata (soprattutto in sciatori che svolgono attività agonistica: slalom e slalom gigante); alla contrazione dinamica dei peronei si associa spesso la compressione dello scarpone particolarmente aderente e fisso in tali specialità. La sintomatologia è caratterizzata da dolore a livello dell’inserzione tendinea che compare dopo sforzo, si attenua con il riposo, si riacutizza alla digito-pressione diretta; spesso si associano edema ed un eritema cutaneo.
Nei 15 casi trattati è stato consigliato lo scarico della calzatura del punto di attrito unitamente alla terapia topica e generale con Fans, e cicli di tecar e/o onde d’urto. Nel 5% dei casi è stata sperimentata l’associazione tecar con Celadrin® crema e onde d’urto. Nella restante percentuale solo la tecar terapia con Celadrin®. I risultati sono stati complessivamente buoni.

Conclusioni
La terapia strumentale si è dimostrata sempre determinante nel recupero funzionale dell’atleta. Per quanto riguarda la prevenzione, tenendo presente che la patologia da sovraccarico muscolo-tendinea negli sport invernali è più frequente nell’adulto che nell’adolescente, è proprio nell’età dell’accrescimento che tali patologie si possono prevenire.
Nell’adulto che svolge attività esasperata e protratta si verifica una marcata ipertrofia delle masse muscolari sollecitate che non si estende alla porzione tendinea (disarmonia tra muscolo e tendine), nell’età evolutiva compresa tra i 6 e i 13 anni è possibile ottenere con un lavoro finalizzato ad uno sviluppo armonico e parallelo del muscolo e del tendine.
è da alcuni anni che tende a far praticare al ragazzo esercizi preparatori che sono tesi ad ottenere sollecitazioni massimali dei tendini interessati in una particolare disciplina nel rispetto della loro integrità.
è opportuno sottolineare che un allenamento sbagliato risulti dannoso come e forse più della mancata preparazione, in particolar modo quando più giovane è l’età dell’atleta. Un adeguato ciclo di ginnastica presciistica con metodica graduazione degli esercizi, dell’intensità, resistenza e durata dei carichi di lavoro è particolarmente indicato nell’adolescente in quanto oltre a garantire l’approccio al campo da sci nelle condizioni ottimali, ma in particolare serve a prevenire l’insorgenza della tendinopatia nella età adulta. Consiglio ultimo ma da considerarsi regola generale, di evitare di iniziare l’attività sciistica senza un adeguato riscaldamento e di non protrarla eccessivamente nel tempo quando sopraggiunge l’affaticamento. ■

Bibliografia
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3 Demartin F., Sciarpetti A., Bertoldi L.. Una caratteristica lesione da sport invernali la rottura sottocutanea del tendine d’Achille. La Clinica,1977,42-67.
4 Iovane A.. Tendinopatia achillea negli sportivi, Studio ecografico con trasduttore da 13 MHz. Radiol. Med.1994
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